La potenza del Sankalpa

Sankalpa. la potenza dell'intento.

Amo davvero tanto il mio lavoro di insegnante, soprattutto amo lo Yoga e mi appassiona da morire condividere con le persone quello che ho imparato e imparo ogni giorno.

Ovviamente davanti a me durante le lezioni, si alternano persone molto diverse fra loro, con vissuti e aspettative differenti.

Chi sente di aver bisogno di qualcosa
di dinamico, chi ha visto le foto che impazzano su Instagram e
vorrebbe imparare a fare la posizione sulla testa, chi invece fa
fatica solo a portare il braccio in alto, chi soffre d’ansia…

E queste sono solo alcune delle
possibilità che si presentano davanti ad ogni insegnante ad ogni
lezione.

Seppure sono molto sicura della qualità che posso offrire agli allievi durante le mie lezioni, so perfettamente che non tutti si ritroveranno nel mio modo di approcciarmi allo yoga.



Perché lo yoga non è uno, ma ci sono diversi modi (Darshana in sanscrito) di vedere ed interpretare questa filosofia. Infatti ci sono anche altrettante scuole diverse tra loro.

Per questo da qualche tempo ho
iniziato a chiedere alle persone, perché sono arrivate da me, perché
vogliono fare yoga, quale è insomma la loro motivazione.

Ovviamente questa domanda crea non
poca difficoltà, perchè spesso le persone non sanno perché
vogliono fare yoga. Ma se non si sa questo, non ha senso cominciare a
praticare.

Le motivazioni sono tutte legittime, basta attivare la mente e capire cosa realmente si vuole. E in base a quello cercare quello che fa per noi. Dare un Intento alla pratica. E’ il principio alla base del Sankalpa.

Per il Tantra, capire cosa voglio e trovare la mia realizzazione attraverso le mie azioni.

Questo è il passo fondamentale, senza
il quale la nostra pratica non ci porterà a niente di concreto.

E così, come l’allievo ha il suo intento, anche l’insegnante lo ha. Si tratta di capire se si viaggia sulla stessa lunghezza d’onda o meno. 

Quindi da insegnante che condivide
fermamente gli strumenti della propria scuola (altrimenti non la
frequenterei), posso offrire quello in cui credo. Non quello che gli
altri vorrebbero.

È un passaggio fondamentale per l’etica e l’onestà di un insegnante, perché fa la vera differenza nella QUALITA’ di quello che si insegna.

Potrei tranquillamente insegnare cose
diverse, anche più richieste se vogliamo, e riempire facilmente le
mie classi, ma non lo farei con la stessa convinzione e la scintilla
negli occhi.

Verrebbe a mancare la qualità, in favore della quantità.

Per questo, quando mi capita di sentirmi un po’ persa e frustrata e quasi quasi mi viene voglia di cedere, adeguandomi alla richiesta della massa (e succede a volte, soprattutto per chi fa dello yoga il proprio lavoro e non un hobby).

Ecco in quei momenti, quello che mi spinge a proseguire per la mia strada è il mio Sankalpa.

Ricordare a me stessa perché ho
deciso di iniziare ad insegnare, cosa voglio che gli allievi si
portino a casa dopo una lezione, quale bagaglio voglio trasmettere.

E la mia fiammella a volte indebolita e scarica, si risveglia e si rinforza nuovamente, più scoppiettante di prima.

Siamo abituati che tutto è facile, la
società del tutto e subito. Bene. Anche noi insegnanti siamo
persone, e anche noi ogni tanto inciampiamo in questa trappola. A chi
non fa piacere vedere la classe piena?

Beh, non sempre è facile. Ma se
insegni quello in cui credi, di sicuro le tue classi saranno formate
da persone che cercano proprio quello che tu puoi offrirgli. Ed è lì
che scatta la magia tra allievi ed insegnante.

Praticare yoga per me è anche avere la pazienza di vedere arrivare i frutti, senza fretta. Sia come allieva che come insegnante. E credetemi per una impaziente come me non è affatto semplice…

Perciò non avere paura di essere
quello che sei. Non devi piacere a tutti e non tutti sono obbligati
ad apprezzarti.

Se il tuo SANKALPA è ben presente dentro di te, tutto quello che farai concretamente grazie alla volontà (icha), mirerà a quello.  Le tue azioni avranno più potenza perchè non saranno dei giri a vuoto, ma seguiranno una direzione. 

Lo dico amorevolmente a chi si imbatte
in questo articolo, che sia un collega o un allievo, ma soprattutto,
lo dico a me stessa.

Perchè insegno yoga, ma soprattutto sono una persona, con la mia forza e le mie debolezze e anche io qualche volta ho bisogno di ritrovare la direzione <3

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